RASSEGNA STAMPA


la Repubblica_”Il mio canto libero resti fuori dalla porta dell’ex manicomio”_26.10.19
Il Paolo Pini è ora un’eccellenza milanese e continua a rispettare il dolore dell’autrice (Alda Merini), che non sopportava l’idea di tornare anche a parole in quel luogo: “Non sarebbe giusto rinchiudermi ancora dove ho sofferto”.

 


la Repubblica_Tra gli orti e le galline Affori ha un volto bio_26.07.19
Il fatto è che, una volta dentro, non si vorrebbe più andar via. 

 

 


Corriere della Sera_Dentro le pagine di Foster Wallace_15.06.19
All’ex Paolo Pini va in scena un gioco corale dedicato allo scrittore americano.

 

 


la Repubblica_Viaggio nell’enigma Foster Wallace_20.07.18
Nei vari spazi dell’ex Pini domani (21 luglio 2018) un rave di dodici ore, tra giochi, sorprese, partite di tennis, dove gli spettatori vanno alla scoperta dei personaggi e delle trame del capolavoro “Infinite Jest”.

 


la Repubblica_Il luogo dei tanti talenti_04.07.18
Negli spazi di quello che era un manicomio oggi si incontrano teatro, cultura, arte, cucina, socialità e accoglienza grazie all’associazione Olinda.

 

 


la Repubblica_”Dopo la rivoluzione di Basaglia Milano non ha più paura dei matti _01.06.18
L’esperienza degli allievi dello psichiatra innovatore e la svolta di strutture come il Paolo Pini oggi aperte al quartiere.

 


Corriere della Sera_L’ex ristorante della mafia oggi è un locale di successo_12.04.18
Il <<Fiore>> di Lecco a un anno dall’apertura: <<Scommessa vinta>>

 

 


Domenica del Sole 24 Ore_Vorticosi, vitalissimi fremiti_06.08.17
Tre nudi femminili dai lunghi capelli corvini e fulvi; tre corpi perfetti, giovani, appassionati: sofferenti ma anche radiosi per quanto lo si possa essere nello strenuo tentativo di sottrarsi alla morte vittoriosa.

 


Domenica del Sole 24 Ore_Il genio delle bambole_30.07.17
Luigi de Angelis in veste di regista e Chiara Lagani nei doppi panni di drammaturga e attrice – affiancata per l’occasione da una compagna di scena, Fiorenza Menni, dell’altro gruppo romagnolo Ateliersi – affrontano un nuovo viaggio in divenire, stavolta nei quattro libri in cui è diviso il romanzo di Elena Ferrante L’amica geniale.


Domenica del Sole 24 Ore_Prometeo, forza vitale del dono_23.07.17
Prometeo: il dono si è calato nella corposa rassegna milanese “Da vicino nessuno è normale” con speciale disinvoltura, accentuando l’aspetto della disabilità danzante, ma anche la foga energetica dell’insieme. 

 


Domenica del Sole 24 Ore_Quaderno d’inverno_09.07.17
Il testo di Armando Pirozzi è un gioiello di ironia e grazia poetica, dotato di una delicatezza che verrebbe da definire quasi orientale. E la messa in scena tutta “a togliere”, ordita solo per conferire leggerezza e trasparenza alla trama emotiva dei protagonisti, è un alto esercizio di perfezione che non ammetterebbe un minuto di più né un minuto di meno rispetto alla sua consistenza attuale. 


Corriere della Sera_Casa e palcoscenico_02.10.16
Viaggio tra le residenze teatrali milanesi dove tra una cena e una prova aperta nascono spettacoli e sinergie con i quartieri.

 

 


il manifesto_Duecento ragazzi raccolgono le liriche urlanti di Majakovskij_02.07.16
Il doc di Alessandro Penta <<Eresia della felicità>> su Marco Martinelli.

 

 


La Stampa_Pasolini e il calcio che spettacolo di partita_01.07.16
Sull’onda (lunga) della celebrazione dei quarant’anni dalla scomparsa, arriva finalmente anche a Milano uno spettacolo – evento che racconta la grande passione di Pier Paolo Pasolini per il football ovvero il calcio come lo si chiamava una volta.

 


la Repubblica_La partita di Pasolini_01.07.16
Dell’amore di Pasolini per il calcio, che considerava <<l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo>>, molto si è detto e scritto, ma Giorgio Barberio Corsetti è andato oltre inventandosi Pier Paolo!, curioso esperimento che è insieme partita e spettacolo. 

 


il Fatto Quotidiano_Cento lingue, dialetti e idiomi per recitare Majakovskij e Ariosto_23 luglio 2015
Fino al 25 luglio al Castello Sforzesco di Milano: interpreti un “plotone” di 200 adolescenti provenienti da cinque regioni d’Italia, Belgio e Senegal.

 


Liberazione_Il mio lavoro per non dimenticare Basaglia_31.05.2008
Con il suo Marat-Sade, (…) Maurizio Lupinelli e i suoi sessanta attori, tra i quali una quarantina di disabili, è come se avesse voluto aprire ancora una volta, con la furia liberatrice del suo teatro, porte che qualcuno oggi vorrebbe tornare a chiudere intorno all’handicap e alla malattia mentale.


Franco Quadri_Marat e De Sade incontrano la vita_2008
Un’inaugurazione emozionante per il nuovo Teatro Cucina all’ex-Pini con il lavoro di Maurizio Lupinelli.

 

 


Milano Metropoli_Liberamente insieme_1998
Un’estate di grande impegno sociale e intrattenimento nel recupero degli ex ospedali psichiatrici.

 


Terre di Mezzo_Lo spazio delle menti_dicembre 1997 n.38
È pieno di sorprese l’ex ospedale psichiatrico di Milano …

 

 


New Age_Al Pini da vicino nessuno è normale_n.73 settembre 1997 
La creatività irrompe nel sociale e con una proposta entusiasmante e innovativa: l’ex ospedale psichiatrico di Milano apre le porte all’arte, al cinema, alla musica e a tanta gente che, insieme agli ospiti della struttura …, si diverte “da matti” e pone le basi per un rapporto tra “dentro” e “fuori”.

 


TV Sorrisi e Canzoni_Matti da slegare_15/21 dicembre 1996 n.50
A Milano gli ex pazienti sono protagonisti di un videoclip. Ed è solo una delle tante esperienze nate in alternativa agli ospedali psichiatrici. 

 

 

 


Panorama_Se questo è un matto_22 febbraio 1996
Sono più di cento gli istituti in attesa di riconversione. Come reinserire i ventimila pazienti, spesso vittime più dei maltrattamenti che delle patologie?

→ ex O.P. Paolo Pini a pag.133

 


Sette/Corriere della Sera_Siamo matti? | Fuori dove?_n.31 anno 1996
Pensavate che gli ospedali psichiatrici non esistessero più?
Sbagliato: ce ne sono ancora 97, con 22mila ricoverati.

 

 


Sette/Corriere della Sera_Baj Baj manicomio_n. 7 anno 1995
Entro il 1996 tutti gli ospedali psichiatrici dovrebbero chiudere. E allora perché proprio adesso 40 famosi artisti hanno deciso di decorare il Paolo Pini, storica <<ca’ di matt>> milanese? Per due motivi.