REPERTORI DEI MATTI

nori

PAOLO NORI LEGGE

delle città di Bologna, Milano, Torino, Roma, Cagliari, Parma, Andria, Livorno, Reggio Emilia, Lucera e Capitanata e Genova:
che affinità, che differenze? Che insegnamento trarre da questo incontro?

Qualche mese fa ero a Genova a fare un seminario di letteratura, e a me a Genova, non so perché, i genovesi, hanno un modo di parlare, mi sembrano tutti un po’ squinternati e poi, tra l’altro, quando vado a Genova mi vien sempre in mente un romanzo di Matteo Galliazzo che si doveva intitolare Il rutto della pianta carnivora, bellissimo titolo, secondo me, che però poi gliel’hanno cambiato è diventato Il mondo è parcheggiato in discesa, che mi sembra un titolo bello anche quello, e è un romanzo che si svolge a Genova e si racconta che i genovesi, quando hanno aperto il MacDonald’s, il ristorante, ai ragazzi che stavano alle casse gli avevan dato le istruzioni che danno a tutti i ragazzi che stanno a tutte le casse di tutti i MacDonald’s del mondo cioè di sorridere, e i genovesi, racconta Galliazzo, questa cosa che i ragazzi che stavano alle casse del MacDonald’s sorridevano non è che gli piaceva tantissimo, ai genovesi: «Ben ma, – pensavano i genovesi, – perché sorridono, prendono per il culo?».

Allora sembra che dalla sede centrale del MacDonald’s, che dev’essere negli Stati Uniti vicino a Chicago, per la prima volta nella storia del MacDonald’s abbiano dato il permesso agli impiegati del MacDonald’s di Genova di non rispettare l’istruzione di sorridere ai clienti, anzi, di seguirne una nuova fatta esclusivamente per loro, di non sorridere, ai clienti.

Allora forse anche per quello, quando facevo quel seminario di scrittura per cui ero andato a Genova, uno dei testi che ho usato nel seminario è stato Il repertorio dei pazzi della città di Palermo, di Roberto Alajmo, e dopo che l’ho letto ho detto ai ragazzi che c’erano lì: «Ma perché non fate il Repertorio dei pazzi della città di Genova?».

Ecco, quella volta lì di Genova, quando ho finito che poi son tornato a Bologna, io abito a Bologna da quindici anni ma sono di Parma, e anche se Parma e Bologna sembrano molto simili sono molto diverse, secondo me, e una volta, un paio d’anni fa, quando una signora, in un liceo bolognese, mi ha presentato come uno scrittore di Bologna a me è venuto da specificare che sono di Parma e mi è venuto da dire che vivendo a Bologna essendo di Parma mi sento un po’ come il protagonista di quella canzone di Sting, An englishman in New York, e quando sono tornato a Bologna da Genova, a guardarmi intorno a Bologna mi è venuto da pensare che anche a Bologna, c’era pieno di squinternati, e mi sono chiesto «Ma io, perché non faccio il Repertorio dei matti della città di Bologna?».
E dopo quando sono andato a Milano, da quelli di Marcos y Marcos, intanto che andavo in metropolitana mi guardavo intorno e pensavo che anche a Milano, c’era pieno di squinternati, e che si poteva fare anche il Repertorio dei matti della città di Milano e ho proposto la cosa alla Marcos y Marcos, e gli ho citato un libro che so che a loro piace molto, Le opere complete di Learco Pignagnoli, un libro di Daniele Benati, in particolare l’opera numero 13, quella che fa così:

Opera numero 13.

Tranne me e te, tutto il mondo è pieno di gente strana. E poi anche te sei un po’ strano.

E ci è venuto in mente che ogni città potrebbe avere il suo repertorio dei matti e abbiamo trovato un altro libro, sempre a cura di Roberto Alajmo, che si chiama Repertorio dei pazzi d’Italia dove nell’introduzione Alajmo dice che «Forse ogni città dovrebbe possedere un repertorio dei pazzi, così come di ogni città esistono le guide dei ristoranti e degli alberghi».
E allora abbiamo chiesto a Alajmo la sua benedizione, e Alajmo ci ha dato la sua benedizione, e abbiamo cominciato dei seminari ai quali hanno partecipato quelli che hanno scritto i Repertori e abbiamo fatto il Repertorio dei matti della città di Bologna, il Repertorio dei matti della città di Milano, il Repertorio dei matti della città di Torino, il Repertorio dei matti della città di Roma, il Repertorio dei matti della città di Cagliari, il Repertorio dei matti della città di Parma, il Repertorio dei matti della città di Andria e il Repertorio dei matti della città di Livorno e faremo il repertorio dei matti della città di Padova, di Reggio Emilia, di Lucera, del Canton Ticino, di Empoli e di Genova (finalmente), forse, e daranno vita, questi seminari, ognuno a un libretto, come una guida dei ristoranti o degli alberghi, che saranno però anche dei piccoli libretti di storia, una storia laterale e insignificante ma che potrebbe essere anche bella, ci sembra. E i partecipanti a questi seminari ci sembra che si debbano fare un lavoro difficile, rinunciare, nella propria scrittura, alla propria scrittura, fare un passo indietro rispetto al proprio stile e scrivere in coro, se così si può dire, raccontando, col distacco impersonale dei cronisti medievali, le storie che si raccontano in città sui matti, cioè trasformarsi in cronisti medievali ma della contemporaneità.

paolonori.it

Ingresso libero

Date:
domenica
18
giu 2017
ore
21.45