ALTRE INTIMITÀ

laboratorio di scrittura in connessione tra le urgenze espressive
condotto da Ateliersi/Fiorenza Menni e Andrea Mochi Sismondi

in collaborazione con le classi 3E e 3F dell’IIS Pareto – Liceo delle Scienze Umane

Negli anni ‘80 il settimanale Ragazza In fece la scelta dirompente di affidare a Lea Melandri, figura tra le più significative del femminismo italiano e del movimento anti-autoritario, una rubrica di corrispondenza, che lei chiamò Inquietudini e che le diede l’occasione di inventare un nuovo dispositivo: non rispondeva direttamente a chi scriveva ma apriva al confronto con stimoli di carattere psicoanalitico, poetico e letterario mettendo in relazione le diverse voci raccolte e creando un primo “network sociale” fra ragazze e ragazzi che dialogavano tra loro attraverso la sua rubrica.

Ateliersi prende avvio dai testi delle lettere inviate a Lea Melandri presso la redazione di Ragazza In, per condurre un percorso tra gli adolescenti milanesi chiedendo loro di rispondere agli stimoli forniti da quelle lettere e aprendo spazi di discussione e creazione di nuove elaborazioni linguistiche.


Ateliersi è un collettivo di produzione artistica che opera nell’ambito delle arti performative e teatrali. La creazione di Ateliersi si compone di opere teatrali e interventi artistici in cui il gesto performativo entra in dialogo organico con l’antropologia, la letteratura, la produzione musicale e le arti visive per favorire una comunicazione del pensiero capace di intercettare inquietudini e prospettive che coagulano senso intorno ai sovvertimenti che si manifestano nel mondo. Il lavoro artistico di Ateliersi si caratterizza per un approccio multidisciplinare e innovativo incentrato su una spiccata performatività a favore della contaminazione del linguaggio teatrale con quello delle altre arti.
ateliersi.it

Lea Melandri, figura tra le più significative e autorevoli del femminismo italiano, autrice di testi teorici fondamentali come L’infamia originaria, Lea Melandri aggiunge al suo complesso profilo intellettuale una grande simpatia che la rende molto amata tra i giovani. Della partecipazione al movimento non autoritario nella scuola e al movimento delle donne sono testimonianza gli scritti che escono sulla rivista e che verranno poi in gran parte raccolti nel suo primo libro, L’infamia originaria (tradotto in francese e spagnolo) un vero manifesto del femminismo italiano. Gli anni Settanta e il grande cambiamento personale e collettivo che hanno determinato nella sua vita e in quella di tante altre resta tuttavia un tema ricorrente nel suo lavoro teorico e pratico. Altra esperienza cruciale l’insegnamento ai corsi 150 ore voluti dal sindacato per favorire la formazione dei lavoratori e delle lavoratrici, ma anche di chi non aveva potuto conseguire la licenza media. Nel quartiere milanese Affori Bovisasca (quartiere dell’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini) si trova a insegnare al primo gruppo di donne, prevalentemente casalinghe, che avevano deciso di tornare a scuola soprattutto per il desiderio di uscire dallo spazio ristretto delle loro case.