QUELLO CHE HO VISTO

Cartolina Ricci ok

All’inizio di ogni giornata del workshop i partecipanti usciranno per un’ora, durante la quale si dedicheranno individualmente alla ricerca e all’osservazione di qualcosa che incontreranno, e che per loro sarà importante fermarsi a guardare.

Qualcosa che chiede di essere osservato e disegnato, o fotografato per un certo tempo. Persone, animali, piante, ma anche processi sociali e storici che si rendono visibili.

La conseguenza e lo sviluppo dei materiali raccolti in esterno, prenderà  la forma di una sequenza disegnata e scritta, nella quale gli studenti saranno chiamati a mettere in relazione il materiale dell’osservazione con la propria condizione personale, con la loro vita. 

Il lavoro didattico si svolgerà a due velocità: nell’ascolto concentrato e individuale di ogni partecipante, e nel confronto, nella discussione aperta che coinvolgerà tutti gli studenti, in un’analisi dei racconti che, attraverso loro, staranno prendendo forma. 

Il fulcro di questa pratica, sarà nella ricerca di tutti i raccordi e le corrispondenze potenziali che possono esistere tra l’osservazione dell’esistente – in esterni, nell’arco temporale di un’ora – e momenti differenti, più o meno recenti, che appartengono alla vita di ogni persona presente al corso. 

La struttura grafico/narrativa di ogni storia sarà di testo/disegno ogni due pagine,e redatta con il ritmo di due disegni al giorno.

Sulla base delle osservazioni fatte e degli elementi narrativi e visivi trovati in esterni -fotografie, disegni, note di testo, dialoghi registrati o trascritti – i partecipanti disegneranno con pennello e inchiostri di due colori.
La struttura del Workshop sarà articolata in giornate, ognuna delle quali avrà un titolo diverso. Ogni giornata sarà in un certo modo unica – una speciale stanza degli esperimenti – ma sarà nello stesso tempo in relazione organica alle giornate precedenti e successive, e al titolo del workshop – Quello che ho visto – che attraverserà l’intero periodo laboratoriale come un’eco, un’indicazione di senso.


Gli ultimi giorni, in chiusura del corso, saranno dedicati alla costruzione di un libro collettivo che raccolga tutte le storie che, nel corso, avranno preso forma. Il lavoro redazionale sarà occasione per una pratica corale e collettiva, attraverso la scansione, il trattamento e la correzione delle pagine, il montaggio in sequenza delle singole storie, il progetto grafico e l’impaginazione dei testi, della copertina e dell’intero volume, la preparazione per la stampa, la stampa e rilegatura del libro. L’insieme di queste fasi di traduzione – dall’atto narrativo e creativo individuale, a un oggetto editoriale riprodotto – daranno la possibilità di conoscere, approfondire, praticare gli aspetti che accompagnano e completano la professione del disegno e della scrittura, nella ricerca di soluzioni grafiche/editoriali che trasformino le problematiche di un’autoproduzione a tiratura limitata, in una condizione potenzialmente virtuosa, per la nascita di un libro. 

Ho spesso sognato di trovare il Libro, il Libro assoluto e perfetto – quello che abbiamo più o meno consapevolmente cercato per tutta la vita in ogni luogo, in ogni libreria, in ogni biblioteca. È un libro illustrato, come i vecchi libri per bambini nella mia collezione e, in sogno, lo tengo in mano e lo sfoglio con gioia crescente. Così continuiamo a cercare senza sosta per anni, finché comprendiamo che quel libro non esiste da nessuna parte e che l’unico modo per trovarlo è scriverlo noi stessi. (G. Agamben).


Luogo, info, iscrizioni, calendario completo e materiale di lavoro:
TeatroLaCucina | ex O.P. Paolo Pini, via Ippocrate 45, Milano
olinda@olinda.org | 335 76 75 064