Orti comunitari
Libero orto è la confluenza di cittadini che realizzano un orto urbano che sia luogo di incontri, di lavoro, di formazione, di produzione e scambio con il territorio. È il punto d'incontro tra persone e settori che nella metropoli sognano un contatto con la natura.
Non l’orticello singolo, ma orto partecipato, dove creatività e cooperazione possono effettivamente esplorare le potenzialità umane che vanno oltre il conto in banca o il livello di consumo medio a cui ci paragonano.
Coltivare l’orto insieme è aprirsi alla progettazione e alla partecipazione, è porre attenzione a ciò che ci circonda e ci attraversa. Per fare un esempio, un viottolo di campagna può tenere conto anche delle difficoltà motorie delle persone... ed essere molto più ampio e percorribile.
Questa esperienza fa emergere aspetti culturali, perfino estetici che portano a una godibilità dei momenti vissuti lavorando all'orto come anche riposando semplicemente sull’erba. Si percepisce e si intuisce una qualità di vita che difficilmente ritroviamo in altri luoghi sociali.
Libero orto come creazione: anche con materiali poveri si dà forma esteticamente a spazi – lo spazio centrale – in cui si può ritrovare il consiglio dell’orto. Le persone possono sedersi e semplicemente ascoltare il luogo, gli animali liberi. Da qui la creazione di un’arte nel fare l’orto-giardino che preveda, per esempio, che anche gli alberi più vecchi e malandati vengano posti in una loro dimensione dignitosa nell’insieme (anche quando ombreggiano le insalate), che la frutta sia colta liberamente senza rompere i rami; il tutto per mantenere un equilibrio tra natura e chi partecipa all’orto.
Per questo non “orticello”, ma luogo dove non necessariamente la natura e gli animali debbano servire l’uomo ma hanno un senso per il fatto stesso che sono ed esistono e da questo presupposto può scaturire un reale rapporto tra esseri diversi compresi piante e animali.
Libero orto come proposta naturale perché ci riferiamo al concetto dell’essere della natura e non del suo uso o sfruttamento. Anche facendo l’orto si dà spazio e si lascia spazio a molto di ciò che c’era precedentemente.
E non ultimo: libero orto perché la natura sia essa selvaggia o coltivata è veramente grande maestra, ma il suo insegnamento è così profondo da essere intuito solamente in un grande silenzio.
Nel libero orto si intrecciano diverse attività, produzione di aromatiche e orticole con vendita diretta o come scambio di prodotti con il proprio tempo di esistenza trascorso a cooperare sul campo. Produzione finalizzata anche a creare lavoro per persone svantaggiate. Educazione permanente ambientale per le scuole, ma anche rivolta a ragazzi che non sanno come passare i pomeriggi dopo la scuola, con formazione su tecniche e tematiche biologiche e pacifiche.
Spazio orto-giardino a disposizione di persone con problematiche fisiche o psichiche, dunque orto-terapeutico o meglio: orto del benessere. Antichi frutti nel frutteto partecipato, sperimentazione di colture biodiverse. Centro di documentazione relativo alla formazione di cui sopra.


