MANIFESTO 2014

Una volta la cucina del manicomio di Milano, oggi invece,
il TeatroLaCucina accoglie artisti, attori, registi, musicisti
che durante i mesi freddi dell’anno risiedono in Teatro,
esplorano, provano, in uno spazio anch’esso sperimentale
immaginato a ripensare l’idea stessa di teatro.

Chi è in residenza a Teatro ha del tempo a disposizione per provare,
sostare, mangiare, leggere, scrivere, dormire, ma è una sorta
di tempo-memoria, ogni passo, ogni passaggio, ogni parola si apre
in più direzioni, verso il passato e il presente, il tempo abitato.

Quest’anno cinque spettacoli del festival sono stati in residenza
al TeatroLaCucina. Alcuni degli artisti non hanno lasciato la città
del Paolo Pini durante tutta la loro permanenza.

Lo spettatore che entra in Teatro cammina sul passato dell’edificio.
Le sue pareti incrostate raccontano lo splendore e l’abbandono,
la funzione e il danneggiamento.
Il percorso irregolare attraverso i vari spazi di palcoscenico rafforza
l’esperienza scenica di un luogo pieno di storie e nello stesso tempo
aperto all’improvvisazione. Come se l’edificio avesse voluto da sempre
nutrire l’anima e solo ora, dopo decenni di esistenza sbagliata,
fosse stato liberato dall’arrivo del pubblico.



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