SENTIERI
  PARTIGIANI

   

   

   

   

   

    2010

  - La Strage di

    Trarego

    05-04-2010

  - I martiri di

    Cantiglio

    11-04-2010

  - L'eccidio alla

    Benedicta

    18-04-2010

 

   2009

  - L'eccidio del

    Pogallo

    05-04-2009

  - Resistenza

    nell'oltrepò

    13-04-2009

    - Percorso

  - Il partigiano

    Johnny

    19-04-2009

 

    2008

  - L'eccidio di

    Marzabotto

    06-04-2008

  - Il Sentiero

    Nello

    13-04-2008

  - 55º Brigata

    Rosselli

    20-04-2008

  

   2007

  - La Battaglia

    di Buglio

    09-04-2007

  - VII Brigata

    Matteotti

    15-04-2007

  - La Battaglia

    di Megolo

    22-04-2007

 

    2006

  - I 42 Martiri di

    Fondotoce

    09-04-2006

  - 122º Brigata

    Garibaldi

    17-04-2006

  - Brigata G.L.

    24 Maggio

    23-04-2006

 

    2005

  - 55º Brigata

    Rosselli

    03-04-2005

  - Formazione

    5 Giornate

    10-04-2005

  - 53º Brigata

    Garibaldi

    17-04-2005

 

 87 Brigata Garibaldina “CRESPI” e la presa di Varzi

 

L’87° Brigata Garibaldina “CRESPI” costituita nel Luglio 1944 ha sostituito le prime formazioni spontanee di ribellione formatesi dopo l’8 Settembre 1943: la banda Piccoli, la banda del Greco, Primula Rossa.Il Comitato di Liberazione Nazionale organizza l’Oltrepò Pavese in zone sotto il controllo militare della Brigata Matteotti, della Brigata Giustizia e Libertà e delle 3 formazioni Garibaldine ( 87° Brigata CRESPI, 88° Brigata Casotti e la Brigata Capettini ).Il primo vero scontro tra partigiani e fascisti avviene il 25 luglio 1944 presso la confluenza dei torrenti Staffora e Aronchio.I partigiani di "Americano"(Domenico Mezzadra) e delle formazioni di "Giustizia e Libertà" combattono insieme sconfiggendo i fascisti che, mandati allo sbaraglio dai loro comandanti, subiscono dure perdite. Nel corso della battaglia "Americano" viene ferito al braccio destro ma prosegue lo scontro impugnando il mitra con la mano sinistra: un gesto che accresce la fama ed il prestigio del comandante tra i suoi uomini e la popolazione. Nel corso dello scontro muore il giovanissimo "Monello" (Aldo Casotti), a cui sarà dedicata in seguito una brigata garibaldina.Il 12 Agosto 1944 si combatte con successo la battaglia di Pietragavina.Ecco il racconto di Franco Costa della Brigata Crespi.

“Abbiamo vinto la prima battaglia da che sono in montagna. Io però ho contribuito ben poco. E’ andata così. L’altra sera è stato dato l’allarme perché si è saputo che un reparto di repubblichini, risalendo da Varzi, aveva occupato il castello di Pietragavina e minacciava quindi, dal  passo, la vallata del Tidoncello e Zavatterello-Valverde. Tutti i distaccamenti della ns. Brigata Crespi si sono messi in movimento convergendo su Pietragavina. Ieri il ‘distaccamento Comando’ di Romagnese guidato da Mario e Gino è montato su 2 camion tedeschi di preda bellica e si è subito diretto lassù. Sebbene sia armato della sola pistola ( non ho più rivisto il Poldo e il mio mitra, ahimè!) sono salito anch’io su un camion, ma Elio quando mi ha visto mi ha subito richiamato perché dovevo restare con lui e i pochi rimasti per far funzionare il Comando. E’ la prima occasione mancata.

Erano circa le 16 di quest’oggi quando ha suonato il telefono. Era Lello ( il fratello minore di Gino che da Zavatterello tiene i contatti tra noi e il comando in linea. Mi ha detto testualmente: “Il castello di Petragavina è caduto e i fascisti si sono arresi. Vi sono 13 prigionieri fra cui un ufficiale.” Mi sono affacciato al balcone più vicino ed ho gridato la notizia a coloro che si trovavano nello spiazzo. Abbiamo esposto al balcone il tricolore con stella rossa al centro. Poco dopo nel cortile del castello v’era molta gente che gridava ed acclamava. Ieri sera non mi reggevo più in piedi, eppure ho faticato moltissimo ad addormentarmi.” Segue da li a pochi giorni la seconda battaglia vinta di Pietragavina e il 18 Settembre 1944 l’importante conquista di Varzi. “Le nostre Brigate CRESPI e CAPETTINI nonché altri piccoli reparti stanno attaccando il presidio di Varzi. Ha cominciato Primula Rossa che è varzese e non stava più nella pelle, con la sua Capettini. Gli altri son subito scesi da Pietragavina e Monte Cucco verso la Gabarda. E’ un vero assedio ed i fascisti sono asseragliati in alcune case ( forse le scuole ed il Castello). Da ieri vi è una grandissima animazione in tutto il paese.  Intanto c’è da ricordare che l’11 o il 12 in Val Trebbia, a Ponte Organasco dicono, una intera Compagnia di Alpini della Divisione Monterosa ha defezionato ed è passata con armi, muli e bagagli dalla nostra parte. Il merito di questa, come di tante altre audacissime azioni in quella zona pare vada a “Bisagno” (Comandante della 3° Divisione Garibaldina Ligure). La sparatoria intorno a Varzi è quasi continua. Domani andrò su con un camion dei rifornimenti e mi fermerò tutta la giornata.

Il 18 settembre Varzi  cade! La lotta è durata tre giorni ed ha voluto una vittima in più: trattasi di Enzo Togni, da Broni, Comandante di distaccamento. Enzo è stato stroncato da una scheggia di mortaio che gli ha reciso la carotide; ne sono molto rattristato: mi sembrava un giovane serio e promettente. Purtroppo vi sono stati altri tre caduti. L’altro ieri sera, in piena battaglia di Varzi, è venuto ad unirsi a noi un intero plotone di Cecoslovacchi che ha disertato la Wehrmacht con armi, munizioni e materiale vario. Sono in totale 36, comandati da un biondo Capitano ed alcuni sottufficiali. Hanno portato con sè ben 3 mitragliere da 20 mm. Ed una di esse, con tre serventi cechi, è subito andata in postazione sopra Varzi, dove il suo lento ma poderoso tambureggiare deve aver scosso parecchio la volontà combattiva dei fascisti che erano asseragliati nelle scuole e nella torre. L’effetto dell’arrivo dei Cechi sul nostro morale e su quello della popolazione è stato immenso. In paese c’è animazione ed agitazione indescrivibili. Fatichiamo a trattenere gli uomini che vorrebbero andare tutti a Varzi.” Con Varzi libera, inizia l’esperienza della Repubblica partigiana, che si concluderà il 27 novembre 1944. sotto l’incalzare del feroce rastrellamento invernale  effettuato con truppe Calmucche e Mongole che seminano morte , distruzione e terrore in tutto il territorio. E’ un’operazione molto vigorosa che costringe i reparti partigiani a ripiegare e disperdersi per evitare l’annientamento. Sono 2 mesi di stenti e i partigiani divisi in piccoli gruppi sono costretti anche a  ‘sparire’ nascondendosi nelle buche scavate nella neve!. Siamo ormai nel 1945 e il peggio per fortuna passa e, con la primavera, i reparti si riorganizzano e diventano sempre più potenti e incisivi fino alla Liberazione.