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Brigata Garibaldina “CRESPI” e la presa di Varzi
L’87° Brigata Garibaldina “CRESPI”
costituita nel Luglio 1944 ha sostituito le prime
formazioni spontanee di ribellione formatesi dopo l’8
Settembre 1943: la banda Piccoli, la banda del Greco,
Primula Rossa.Il Comitato di Liberazione Nazionale
organizza l’Oltrepò Pavese in zone sotto il controllo
militare della Brigata Matteotti, della Brigata Giustizia
e Libertà e delle 3 formazioni Garibaldine ( 87° Brigata
CRESPI, 88° Brigata Casotti e la Brigata Capettini ).Il
primo vero scontro tra partigiani e fascisti avviene il 25
luglio 1944 presso la confluenza dei torrenti Staffora e
Aronchio.I partigiani di "Americano"(Domenico Mezzadra) e
delle formazioni di "Giustizia e Libertà" combattono
insieme sconfiggendo i fascisti che, mandati allo
sbaraglio dai loro comandanti, subiscono dure perdite. Nel
corso della battaglia "Americano" viene ferito al braccio
destro ma prosegue lo scontro impugnando il mitra con la
mano sinistra: un gesto che accresce la fama ed il
prestigio del comandante tra i suoi uomini e la
popolazione. Nel corso dello scontro muore il giovanissimo
"Monello" (Aldo Casotti), a cui sarà dedicata in seguito
una brigata garibaldina.Il 12 Agosto 1944 si combatte con
successo la battaglia di Pietragavina.Ecco il racconto di
Franco Costa della Brigata Crespi.
“Abbiamo vinto la prima battaglia da
che sono in montagna. Io però ho contribuito ben poco. E’
andata così. L’altra sera è stato dato l’allarme perché si
è saputo che un reparto di repubblichini, risalendo da
Varzi, aveva occupato il castello di Pietragavina e
minacciava quindi, dal passo, la vallata del Tidoncello e
Zavatterello-Valverde. Tutti i distaccamenti della ns.
Brigata Crespi si sono messi in movimento convergendo su
Pietragavina. Ieri il ‘distaccamento Comando’ di Romagnese
guidato da Mario e Gino è montato su 2 camion tedeschi di
preda bellica e si è subito diretto lassù. Sebbene sia
armato della sola pistola ( non ho più rivisto il Poldo e
il mio mitra, ahimè!) sono salito anch’io su un camion, ma
Elio quando mi ha visto mi ha subito richiamato perché
dovevo restare con lui e i pochi rimasti per far
funzionare il Comando. E’ la prima occasione mancata.
Erano circa le 16 di quest’oggi
quando ha suonato il telefono. Era Lello ( il fratello
minore di Gino che da Zavatterello tiene i contatti tra
noi e il comando in linea. Mi ha detto testualmente: “Il
castello di Petragavina è caduto e i fascisti si sono
arresi. Vi sono 13 prigionieri fra cui un ufficiale.” Mi
sono affacciato al balcone più vicino ed ho gridato la
notizia a coloro che si trovavano nello spiazzo. Abbiamo
esposto al balcone il tricolore con stella rossa al
centro. Poco dopo nel cortile del castello v’era molta
gente che gridava ed acclamava. Ieri sera non mi reggevo
più in piedi, eppure ho faticato moltissimo ad
addormentarmi.” Segue da li a pochi giorni la seconda
battaglia vinta di Pietragavina e il 18 Settembre 1944
l’importante conquista di Varzi. “Le nostre Brigate CRESPI
e CAPETTINI nonché altri piccoli reparti stanno attaccando
il presidio di Varzi. Ha cominciato Primula Rossa che è
varzese e non stava più nella pelle, con la sua Capettini.
Gli altri son subito scesi da Pietragavina e Monte Cucco
verso la Gabarda. E’ un vero assedio ed i fascisti sono
asseragliati in alcune case ( forse le scuole ed il
Castello). Da ieri vi è una grandissima animazione in
tutto il paese. Intanto c’è da ricordare che l’11 o
il 12 in Val Trebbia, a Ponte Organasco dicono, una intera
Compagnia di Alpini della Divisione Monterosa ha
defezionato ed è passata con armi, muli e bagagli dalla
nostra parte. Il merito di questa, come di tante altre
audacissime azioni in quella zona pare vada a “Bisagno”
(Comandante della 3° Divisione Garibaldina Ligure). La
sparatoria intorno a Varzi è quasi continua. Domani andrò
su con un camion dei rifornimenti e mi fermerò tutta la
giornata.
Il 18 settembre Varzi cade! La
lotta è durata tre giorni ed ha voluto una vittima in più:
trattasi di Enzo Togni, da Broni, Comandante di
distaccamento. Enzo è stato stroncato da una scheggia di
mortaio che gli ha reciso la carotide; ne sono molto
rattristato: mi sembrava un giovane serio e promettente.
Purtroppo vi sono stati altri tre caduti. L’altro ieri
sera, in piena battaglia di Varzi, è venuto ad unirsi a
noi un intero plotone di Cecoslovacchi che ha disertato la
Wehrmacht con armi, munizioni e materiale vario. Sono in
totale 36, comandati da un biondo Capitano ed alcuni
sottufficiali. Hanno portato con sè ben 3 mitragliere da
20 mm. Ed una di esse, con tre serventi cechi, è subito
andata in postazione sopra Varzi, dove il suo lento ma
poderoso tambureggiare deve aver scosso parecchio la
volontà combattiva dei fascisti che erano asseragliati
nelle scuole e nella torre. L’effetto dell’arrivo dei
Cechi sul nostro morale e su quello della popolazione è
stato immenso. In paese c’è animazione ed agitazione
indescrivibili. Fatichiamo a trattenere gli uomini che
vorrebbero andare tutti a Varzi.” Con Varzi libera, inizia
l’esperienza della
Repubblica
partigiana,
che si concluderà il 27 novembre 1944. sotto l’incalzare
del feroce
rastrellamento
invernale
effettuato con truppe Calmucche e Mongole che seminano
morte , distruzione e terrore in tutto il territorio. E’
un’operazione molto vigorosa che costringe i reparti
partigiani a ripiegare e disperdersi per evitare
l’annientamento. Sono 2 mesi di stenti e i partigiani
divisi in piccoli gruppi sono costretti anche a ‘sparire’
nascondendosi nelle buche scavate nella neve!. Siamo ormai
nel 1945 e il peggio per fortuna passa e, con la
primavera, i reparti si riorganizzano e diventano sempre
più potenti e incisivi fino alla Liberazione.
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