SENTIERI
  PARTIGIANI

   

   

   

   

   

    2010

  - La Strage di

    Trarego

    05-04-2010

  - I martiri di

    Cantiglio

    11-04-2010

  - L'eccidio alla

    Benedicta

    18-04-2010

 

    2009

  - L'eccidio del

    Pogallo

    05-04-2009

  - Resistenza

    nell'oltrepò

    13-04-2009

  - Il partigiano

    Johnny

    19-04-2009

    - Percorso

 

    2008

  - L'eccidio di

    Marzabotto

    06-04-2008

  - Il Sentiero

    Nello

    13-04-2008

  - 55º Brigata

    Rosselli

    20-04-2008

  

   2007

  - La Battaglia

    di Buglio

    09-04-2007

  - VII Brigata

    Matteotti

    15-04-2007

  - La Battaglia

    di Megolo

    22-04-2007

 

    2006

  - I 42 Martiri di

    Fondotoce

    09-04-2006

  - 122º Brigata

    Garibaldi

    17-04-2006

  - Brigata G.L.

    24 Maggio

    23-04-2006

 

    2005

  - 55º Brigata

    Rosselli

    03-04-2005

  - Formazione

    5 Giornate

    10-04-2005

  - 53º Brigata

    Garibaldi

    17-04-2005

 

              IL Sentiero del Partigiano Johnny

 

Il partigiano Johnny è la continuazione di Primavera di bellezza, il romanzo pubblicato da Garzanti nel 1959 che aveva come protagonista un giovane studente di Alba soprannominato Johnny dagli amici a causa del suo amore per la letteratura inglese (una chiara proiezione autobiografica di Fenoglio). In Primavera Johnny, giovane sottufficiale dell'Esercito Italiano sbandato dopo l'8 settembre, tornava nelle sue Langhe per morire in una delle prime azioni della guerra partigiana. In realtà questo finale era stato consigliato a Fenoglio dai suoi editor della Garzanti (tra gli altri, Piero Citati). Il partigiano J. riprende la storia di Johnny a partire dal ritorno a casa dopo l'armistizio: invece di aderire subito alla Resistenza, Johnny si rifugia presso la sua famiglia, che lo imbosca in una villetta in collina.

Dopo aver vissuto, per qualche tempo, la monotona e angosciosa vita dell'imboscato, Johnny prende parte a una sommossa davanti alla caserma dei carabinieri per la liberazione di alcuni prigionieri. In seguito all'episodio, Johnny decide di lasciare Alba e la famiglia, e di unirsi al primo gruppo di partigiani che incontra nelle Langhe. All'inizio Johnny milita in una formazione comunista, anche se non ne approva l'ideologia e la disorganizzazione. Ma dopo le prime azioni di guerriglia, i partigiani commettono l'errore di fare prigioniero un ufficiale tedesco catturato per caso durante un incidente stradale: la rappresaglia dei tedeschi è immediata, e la formazione partigiana si sbanda. Johnny, che è riuscito a sfuggire al rastrellamento, ne approfitta per ripassare da Alba e poi unirsi ai partigiani badogliani.

È la primavera del 1944. Johnny trova tra i badogliani (detti anche "gli azzurri") del comandante Nord un'organizzazione più consona al suo ideale militare: eppure anche qui non mancano errori e ingenuità. In particolare, gli azzurri tendono a operare come un esercito regolare che tiene le posizioni, mentre Johnny preferirebbe partecipare a operazioni di guerriglia vera e propria. Durante un'incursione delle camicie nere ha modo di mettere in pratica le sue idee guidando un'imboscata alla coda del convoglio fascista. In estate, i partigiani hanno praticamente il controllo delle Langhe, tanto che possono godersi una vera e propria sagra di paese a Santo Stefano Belbo.

Nell'ottobre del 1944 i fascisti abbandonano anche la loro base ad Alba, che viene così occupata dalle formazioni partigiane delle Langhe. Anche Johnny, che aveva esplicitamente manifestato a Nord i suoi dubbi sull'operazione, scende ad Alba (e almeno nella prima stesura passa a salutare la famiglia). Ma in cuor suo sa che i partigiani non hanno la possibilità di tenere la città durante l'inverno, e che la "presa di Alba" rischia di esporre la cittadinanza alle rappresaglie dei nazifascisti. Infatti, dopo una lunga tregua dovuta alla piena del fiume, all'inizio di novembre Alba viene attaccata duramente. Le poche centinaia di partigiani rimasti a difenderla battono rapidamente in ritirata: Johnny è tra loro.

Gli Alleati sono ancora lontani, e le cose iniziano a mettersi male per i partigiani delle Langhe. Gli "Azzurri" attendono con impazienza un lancio aereo di armi e rifornimenti. Ma è proprio il fatidico lancio ad attirare l'attenzione dei nazifascisti, che compiono una massiccia operazione di rastrellamento. Johnny e i suoi compagni devono fuggire ancora una volta: le pagine che raccontano questa fuga concitata attraverso le colline sono forse le più intense del romanzo. Riparatosi insieme agli amici Ettore e Pierre in una casa di contadini, Johnny ascolta alla radio il messaggio del generale Alexander che chiede ai partigiani di sbandarsi durante l'inverno per poter resistere in vista del colpo finale nella primavera. In una riunione clandestina, Nord conferma l'ordine. ("Cessiamo di far gli uomini, ora e per lungo tempo faremo le marmotte. È bestiale, rapidamente logorante, ma necessario"). Di lì a poco Pierre, seriamente malato, deciderà di rifugiarsi in città presso la famiglia della fidanzata. Alcuni partigiani vengono trovati misteriosamente uccisi: probabilmente in zona è attiva una spia. Durante una spedizione nella nebbia per procurarsi un medicinale in farmacia, Johnny evita la cattura da parte dei fascisti, che prendono Ettore. L'indomani Johnny cattura un fascista (in realtà un povero disertore) per scambiarlo con Ettore. Dopo questa e altre imboscate, Johnny rimane il solo partigiano sulla collina. Il racconto del lungo inverno termina quando Johnny scova e uccide la spia, travestita da commerciante di pelli.

Il primo febbraio 1945 Johnny è tra i cento uomini "slavati, scoloriti, goccianti e rabbrividenti" che partecipano al "reimbandamento" dei partigiani azzurri. La ripresa delle ostilità sembra però molto deludente: pochi e male armati, i partigiani non possono che abbandonare il paese di Mango all'arrivo dei fascisti. A malincuore, Johnny e Pierre devono ritirarsi ancora una volta. La loro fuga si interrompe però con l'arrivo del padre di Nord, un anziano combattente che li rifornisce di munizioni e li sprona ad "agganciare la loro retroguardia". Rincuorati, i partigiani inseguono i fascisti e li coinvolgono in un conflitto al fuoco: il padre di Nord viene colpito. L'episodio conclude la prima stesura del romanzo: alla fine Pierre afferma che "era stato un pasticcio", e Johnny risponde "Ma andava fatto". Nella seconda stesura, invece, Fenoglio lascia intendere che Johnny trovi la sua morte nel conflitto a fuoco, a due mesi dalla liberazione. "Johnny si alzò col fucile di Tarzan e il semiautomatico… Due mesi dopo la guerra era finita".