SENTIERI
  PARTIGIANI

   

   

   

    2008

  - L'eccidio di

    Marzabotto

    06-04-2008

  - Il Sentiero

    Nello

    13-04-2008

  - 55º Brigata

    Rosselli

    20-04-2008

 

    2007

  - La Battaglia

    di Buglio

    09-04-2007

  - VII Brigata

    Matteotti

    15-04-2007

  - La Battaglia

    di Megolo

    22-04-2007

 

    2006

  - I 42 Martiri di

    Fondotoce

    09-04-2006

  - 122º Brigata

    Garibaldi

    17-04-2006

  - Brigata G.L.

    24 Maggio

    23-04-2006

 

    2005

  - 55º Brigata

    Rosselli

    03-04-2005

    - Percorso

  - Formazione

    5 Giornate

    10-04-2005

  - 53º Brigata

    Garibaldi

    17-04-2005

 

Il percorso della 55° Brigata F.lli Rosselli da Introbio a Bondo (CH)  nell’inverno del 1944

 

Due sono stati i grandi rastrellamenti effettuati in Valsassina, rispettivamente nell’ottobre del ‘ 43 e nell’ottobre del ’44. Nel primo ottobre si mirava ad impedire il consolidamento di zone di “resistenza” dovute a due elementi, la fuga dal milanese di ricercati dalla autorità fascista e i renitenti alla leva organizzata dalla Repubblica Sociale. Le montagne della Valsassina sono le prime che si incontrano uscendo da Milano, hanno una lunga storia di frequentazione, una buona rete di sentieri e molti alpeggi. Hanno Lecco come punto di riferimento, città operaia e di un passato antifascista non indifferente, c’è una comunanza di intenti che trascende quelle che si usa definire “ differenze di classe”; i rifugiati in montagna se non proprio amati dalla popolazione sono tollerati ed aiutati. Nel ’43 l’organizzazione non è il massimo ed i comandi nazi-fascisti hanno buon gioco a sbarazzarsi delle forze partigiane, l’episodio della battaglia di Erna, nel suo eroico svolgersi (poche armi e munizioni tra cui tante a salve) segna una fase che è ancora organizzativa. Il rastrellamento del ’44 avviene invece dopo un periodo in cui la Valsassina era considerata zona “Liberata” nei fatti e nei comportamenti quotidiani. Non si trattava più di impedire forme organizzate, si trattava di distruggerle. Da qui l’impegno delle formazioni tedesche e fasciste nel distruggere quanto organizzato; militarmente e politicamente la Valsassina doveva ritornare sotto il controllo della Repubblica Sociale. E’ una posizione militarmente debole che può reggere solo con un forte supporto politico: il favore delle popolazioni. Qui per popolazione si intende il suo significato letterale, tutti gli abitanti del luogo: Preti, Commercianti, Industriali, mandriani,  operai, carabinieri, guardie forestali. Il rastrellamento non mira solo a colpire militarmente la formazione della 55° Rosselli, mira a rompere il legame di solidarietà con la popolazione. La Rosselli non può che fuggire, letteralmente circondata, non può fare altro che tentare di salvare la pelle ai suoi uomini lasciando che alcuni trovino modo di restare negli alpeggi distrutti per non rompere il filo che ne permetterà la ricostruzione nella primavera del ’45. Quella che intraprende la Rosselli non è una fuga disordinata, a ben vedere si può definire una marcia ragionata. Sorpresi in una situazione di attesa preinsurrezionale, gli uomini della 55° non si sbandano, il comando seppure nella difficoltà oggettiva di un isolamento dai comandi, conseguenza del collasso delle linee di informazione, riesce a mantenere i contatti con tutti i distaccamenti anzi, avvia al suo interno un’analisi che lo porta a modificare la struttura del comando stesso nel corso delle operazioni. L’intelligenza politica e organizzativa fa si che gli uomini della montagna, i valligiani, coloro che conoscono i luoghi e gli uomini restino in valle; quelli che vanno verso la Svizzera sono i “cittadini”, gli uomini della pianura o del lago che difficilmente saprebbero cavarsela sui monti senza legami. Vale altresì che un conto è qualche sconfinato che a volte viene riconsegnato dalle guardie svizzere di frontiera, un altro sono duecento uomini organizzati. Noi possiamo solo ricordare il percorso che fecero questi eroi sconosciuti, dove noi oggi ci andiamo equipaggiati di tutto punto (… se piove non vengo..) barrette energetiche al seguito questi uomini lo fecero all’inizio dell’inverno, sotto la pioggia e la neve, senza scarpe e con poco se non pochissimo cibo.

 

Link utili:

 

http://www.55rosselli.it

Rifugio Madonna delle nevi 0341.981050