SENTIERI
  PARTIGIANI

   

   

   

   

   

    2010

  - La Strage di

    Trarego

    05-04-2010

  - I martiri di

    Cantiglio

    11-04-2010

  - L'eccidio alla

    Benedicta

    18-04-2010

 

    2009

  - L'eccidio del

    Pogallo

    05-04-2009

  - Resistenza

    nell'oltrepò

    13-04-2009

  - Il partigiano

    Johnny

    19-04-2009

 

    2008

  - L'eccicio di

    Marzabotto

    06-04-2008

  - Il Sentiero

    Nello

    13-04-2008

  - 55º Brigata

    Rosselli

    20-04-2008

 

    2007

  - La Battaglia

    di Buglio

    09-04-2007

  - VII Brigata

    Matteotti

    15-04-2007

  - La Battaglia

    di Megolo

    22-04-2007

 

    2006

  - I 42 Martiri di

    Fondotoce

    09-04-2006

  - 122º Brigata

    Garibaldi

    17-04-2006

  - Brigata G.L.

    24 Maggio

    23-04-2006

 

    2005

  - 55º Brigata

    Rosselli

    03-04-2005

  - Formazione

    5 Giornate

    10-04-2005

    - Percorso

  - 53º Brigata

    Garibaldi

    17-04-2005

 

La Formazione partigiana "Cinque Giornate" e la battaglia del S. Martino

 

Dal 12 settembre al 13 novembre tutti i giorni arrivano a Val Alta giovani intenzionati a far parte del Gruppo che ha assunto la denominazione " Esercito Italiano- Gruppo "Cinque Giornate" Monte S.Martino, per sottolinearne il carattere apolitico e risorgimentale, con il motto "Non è stato posto fango sul nostro volto". Alcuni rimangono, altri se ne vanno. Di media ne restano uno o due al giorno con punte di 10-11 il 10 ottobre e il 2 novembre. Si uniscono ai ribelli anche prigionieri di guerra fuggiti dai campi di concentramento, soldati di varie nazionalità: francese, inglese, americana, greca, russa, iugoslava, sudafricana. Accanto ad uomini animati da grandi ideali, c'è anche chi è venuto a rifugiarsi per sfuggire alla cattura da parte dei tedeschi. Anche costoro daranno, con coraggio, il proprio contributo durante la battaglia. Dal momento della costituzione al giorno battaglia, la formazione si dedicherà all'addestramento militare, alla perlustrazione del territorio, al compimento di missioni volte a procurare viveri, armi, munizioni, materiale sanitario, automezzi. La brigata è comanadata dal Ten. Col. Croce. Il diario della Guardia di frontiera tedesca riporta una notizia dell'11 di novembre 1943. Essa  conferma  che  la   decisione  di  distruggere  la formazione  di  Croce  viene assunta, di comune accordo, sia dai tedeschi che dalle autorità fasciste.

Ore 16 del 12 novembre 1943, il maresciallo Angelo Fasani avverte la presenza di un aereo che sta sorvolando la regione della Valcuvia, limitandosi alla ricognizione. Non  fu  però  possibile    riconoscere  la   nazionalità  dell'aereo  per   la foschia  esistente. Con molte probabilità era un aereo germanico inviato per localizzare le postazioni partigiane sulle montagne del luinese, in appoggio alle forze di terra.

Il 14 novembre inizia l'accerchiamento del San Martino: unitamente alla guardia di frontiera  tedesca  operano  alcune   unità  provenienti  da  Milano. Da qui è giunta anche la compagnia mobile dei carabinieri comandata dal capitano D'Agostino.

Il comando germanico ha disposto sentinelle lungo la strada della Valcuvia vietando la  circolazione  alle  persone e   ai veicoli;  Ha occupato  il centralino telefonico e chiuso l'ufficio telegrafico di Cuvio.Concluso l'accerchiamento ha iniziato le prime manovre.

Tutto è ormai pronto. Le pattuglie miste di tedeschi e di fascisti perlustrano le vie di comunicazione. Fra i boschi, alle pendici della montagna, un  cordone sanitario impedisce a tutti di passare.  Manca  soltanto   l'ordine  che   arriverà   non  appena  da  Como saranno giunti altri rinforzi per quella   che sarà  la prima  operazione  armata di un  certo peso dei tedeschi nel territorio della Repubblica sociale italiana.

Le  prime  unità  tedesche si muovono  nella  notte  fra  il 14 ed il 15 novembre. La tattica   è   elementare, anche   prevedibile:  chiudere  la  montagna  in un sacco  e contemporaneamente  attaccarla. E' previsto   l'appoggio  dell'aviazione. Il  diario tedesco riporta le varie fasi della  battaglia: "15  novembre: alle 6  del  mattino i gruppi d'assalto hanno attaccato le fortificazioni del S. Martino. L'attacco principale era partito da Arcumeggia a sud del Monte Colonna. La battaglia è furiosa, i partigiani di Croce si battono fra il culmine  e le  gallerie alte, ma debbono cedere.Sono   stati  fatti  sei   prigionieri.  Contemporaneamente al  gruppo  di  assalto, è arrivato  sulla   vetta  del  San  Martino  anche   il gruppo del 2°  plotone  che era appostato  sul  San Michele. Questo è  stato attaccato frontalmente  e di  lato dal fuoco delle  mitragliatrici, dovendosi  così  ritirare verso  Mesenzana. Un   gruppo della polizia si è spinto, partendo  dalla vetta  di San Martino, fino alle casematte situate più a valle nel pomeriggio del 15 novembre. A 70 metri circa dalla  caserma di San Martino, il gruppo si è trovato sotto il tiro delle mitragliatrici sia frontalmente che lateralmente. Vi sono stati quattro morti e diversi  feriti. Anche  la Guardia di frontiera ha dovuto ritirarsi nella notte fra il 15 e il 16.Le perdite delle truppe tedesche ammontano a dieci morti  e  a  una  quarantina  di feriti.Prima  di  abbandonare  la   montagna  i  partigiani   superstiti, fra   cui il tenente colonnello Croce, distruggono le fortificazioni ed i depositi di munizioni perché non cadano nelle mani dei tedeschi. Qualche sbandato nelle ore   finali  viene catturato ed ucciso sul posto. E' la fine.Gli scampati alla cattura, attraversando   le gallerie e i  camminamenti attorno alla montagna, suddivisi in gruppi, raggiungono  rapidamente  la Svizzera, passando dal valico di Ponte Tresa.

 

Link utili:

 

http://www.comunitamontanavalcuvia.it

Rifugio S.Martino 0332-668419